Focusing
Lo stato dell’Essere che noi chiamiamo Presenza, e che tutti abbiamo, inizia col trovare in noi un’attitudine amichevole verso tutto ciò che compare sulla scena interiore. E se non riusciamo a provare questo, ma anzi ci sentiamo ostili verso un particolare nostro vissuto? Allora, come dice Gendlin, proviamo a essere amichevoli verso il sentimento ostile per cominciare
Quindi si può sempre focalizzare, o con il feeling che si presenta per primo alla nostra attenzione, o con il sentimento ostile verso quel feeling (il feeling del feeling, di solito si tratta di paura o avversione o fretta di cambiare quell’aspetto di noi che non ci piace). Se essere amichevoli è troppo all’inizio, basta dire a quel particolare vissuto: salve, ti vedo così come sei.
Quando lavoriamo con persone che si sentono travolte dalle loro sensazioni negative o ne hanno paura, siamo tentati di usare metodi del tipo: “vedi se puoi rimpicciolire la rabbia, al punto da poterla maneggiare facilmente e allontanarla poi da te”. Il problema con questo tipo di intervento è che rinforza nel cliente la sua identificazione con la parte che si sente travolta e spaventata dalla rabbia.
Il linguaggio della Presenza aiuta molto a disidentificarsi dal nostro essere un tutt’uno ora con una parte ora con un’altra.
Es: Sono arrabbiata, ma allo stesso tempo ne ho paura. (linguaggio abituale)
Sto notando una parte di me che si sente arrabbiata, e un’altra che ne ha paura (linguaggio della Presenza).
Di solito il persistere nell’uso del linguaggio della Presenza comporta, per la persona che lo usa, il divenire sempre più un “ascoltatore-guaritore” della propria esperienza interiore
Ho incominciato a credere che ogni cosa in noi può essere ascoltata con compassione, e che i nostri aspetti più brutti sono proprio quelli che ne hanno più bisogno
Un po’ di rabbia assertiva è una buona cosa e fa parte della persona sana. Ma se la rabbia è inascoltata da anni , può manifestarsi in modo molto violento; inoltre rimane sempre la stessa, non cambia. In questo caso la si percepisce come qualcosa di negativo e di estremo. Quando compare la rabbia, provate invece ad accoglierla, a darle il benvenuto, a farle compagnia e ad ascoltare le sue ragioni avrete la sorpresa di vederla trasformare prima o poi in un senso di forza, in energia vitale che fluisce, in qualcosa di sano insomma
(stralci dal libro “The radical acceptance of everything”, di Ann Weiser Cornell, non tradotto)
“Il corpo è l’inconscio”
E.T.Gendlin.
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