Appunti di viaggio dalla Sardegna

Appunti di viaggio dalla Sardegna

La Giara di Gesturi

Sull’altopiano spazzato dal vento, la luce, gli alberi e gli ultimi cavallini selvatici d’Europa.

Si parte relativamente presto al mattino direzione Laconi. Con Egidio e Marina, che già l’ha visitata, a Gesturi, c’è un nuraghe e gli ultimi cavallini selvatici d’Europa. Si racconta che all’origine molto, molto t più piccoli di adesso. Impieghiamo qualche ora ad arrivare in zona e scopriamo che esistono due sentie porta ai cavallini e l’altro detto archeologico, che porta al nuraghe. Scegliamo di entrare prima in quello < l’auto. L’altopiano è spazzato dal vento, siamo ad agosto e fa molto caldo, questo vento ci sembra pro\ fatica sugli alberi, sulle pietre, come se tutto d’improvviso potesse dissolversi.

Entriamo con l’auto, andiamo verso il sentiero ambientale, lo percorriamo tutto molto lentamente tra qi spogliati di un terzo della loro preziosa corteccia. Ci fermiamo spesso per cogliere un’immagine un’emozione. Infine arriviamo allo stagno asciutto, lì finisce il percorso. Scorgiamo i cavallini della Giar quando siamo entrati sull’altopiano è come se fossi immersa in una particolare atmosfera . I cavallini sordesiderio quasi il bisogno doloroso di comunicare con loro.

So come fare, improvvisamente è come fossi immersa in qualcosa che comprende tutto, c’è anche Um tecniche, che per me è un linguaggio, con il Focusing, c’è tutto, c’è un senso di espansione e ci sono io, So come fare. Comincio a camminare a piccoli passi, poi mi fermo. Entro in contatto con uno di loro, guardo, cammino lentamente, mi fermo. C’è molto vento, c’è solo il rumore del vento qui sulla giara e compagni sono silenziosi e attenti, avanziamo molto lentamente. Il cavallino mi guarda, io lo guardo, mi annuire, emetto un suono, risponde con un suono.

Avanzo con le mani aperte. Visualizzo il nostro incontro lì in mezzo, a metà strada, ma sono felice accadendo ora. Sto comunicando con loro, con lui in particolare che si gira, mi guarda, si muove, ritorni dei cavallini.

Arriva una famiglia con bambini, non me ne accorgo subito, ma l’incantamento è rotto, i cavalli si girano,Resto lì. Delusa, ma decisamente in attesa. La famiglia va via. La comunicazione riprende. Cerco dentr le dimensioni  si confondono,  per lunghi  momenti sembrano coincidere,  per lunghi  momenti c’è consapevolezza cosciente. A momenti sono felice di sentire i cavallini e poi dolorosamente bisognosa un anelito, una spinta così forte, insopprimibile, quasi straziante..Piùvicino.

Cerco di tornare alla mia centralità, di tornare al self in presence, ma è difficile non toccare quel desideri)Continuo a visualizzare il nostro incontro, ma anche questa volta arriva un altro gruppo di umani. Irr senza attenzione, l’incantamento si rompe, di nuovo il gruppo dei cavallini si gira e comincia a correre mentre qualcosa in me m’invita ad andare, ma non mi convinco a lasciare lo stagno.

Il cavallino si è fermato, mi guarda, non so se è lo stesso, ma so che non è importante, l’importante è st branco, a tratti sarà seguito da tutto il branco nella sua comunicazione con me. Questa volta mi girano intorno, sono a circa 150 metri, poi di nuovo comincia l’incantamento, mi avvici restare nella vibrazione della presenza e di fluire nell’energia della vita. Ringrazio per tutto, muovo la testa e il cavallino muove la testa, mi avvicino, si avvicina, di nuovo s lentamente, emetto un suono e lui più vicino improvvisamente sembra rispondere al mio desiderio con u movimenti con la testa. Sento che mi dice che questo è il massimo a cui possiamo arrivare nel i consentito, non si può andare oltre, non ora, non in questo giorno. Siamo di nuovo a 40-50 metri, si consapevolezza di centinaia di anni infiniti in cui ci siamo separati,  so anch’io che è così e quello spaz un altro me, che mi separa.

Il cavallino si allontana con il suo branco, ma si fermerà ancora da lontano per un ultimo sbuffante e : asciutto. La terra di prima della storia, la Sardegna che silenziosamente ti accoglie e parla intensamente alla tua e quell’espansione gioiosa dell’essere con i cavallini della Giara sarà il mandala degli anni futuri, la conc per incontrare l’altro me, nell’energia infinita che siamo e ci contiene ed in essa voglio ritrovare anche l’i della giara, i miei inimitabili, eleganti e fieri fratelli con cui voglio tornare a sognare il sogno dell’essere una sola umanità e la Vita come un Oceano, in cui essere in modo consapevole con la gioia che si esp che ci travolga tutti mentre estasiati ridiamo dei nostri piccoli ego ormai trasparenti come gocce d’acqua. A te Umberto fratello e antico maestro un ringraziamento da quell’onda che tu mi hai aiutato a percepì portato avanti, non potrò mai dire grazie abbastanza. Un grande abbraccio.