IL SE’ IN PRESENZA , IL SELF EMPATY NEL FOCUSING

 

Questo breve testo nasce dalla elaborazione teorico-esperienziale di chi scrive in un processo tuttora in corso, arricchito dal contributo degli incontri con Trainers del Focusing Institute quali Ann Weiser, Barbara Me Gavin e Robert Lee. Pur restando fedeli all’impianto del Focusing questi autori, allievi diretti e collaboratori di E.Gendlin, hanno decisamente contribuito alla crescita di questa metateoria che diventa feconda metodologia di crescita personale e professionale.

IL SE’

Gendlin sin dagli inizi dei suoi studi sull’esperienza ed i concetti, intesi come simboli, ha definito l’essere umano come un organismo in movimento per la propria realizzazione ed in continua interazione con l’ambiente che cerca di “portare avanti” le proprie esperienze e quindi di vivere superando sfide e ostacoli. Lo stato della nostra capacità di interagire è sempre un “flusso” che può essere influenzato da diversi fattori (lo stato di salute, le informazioni che abbiamo o che non abbiamo, i nostri modelli e le nostre credenze). Possiamo esperire il Sé come calmo, fiducioso, aperto, come un flusso continuo in uno stato di benessere, radicato nel corpo e quindi la capacità di interagire sarà ampia, aperta e senza impedimenti. Ma possiamo esperire il Sé anche come paralizzato, bloccato, impedito da forze esterne, vulnerabile, ferito, fragile, in tal caso la capacità di interagire sarà bassa, limitata, sarà impedita e chiusa. La Presenza viene definita da A.Weiser e Barbara Me Gavin uno stato dell’essere, essa si crea quando la nostra capacità d’interagire non è ostacolata.

Quando il nostro Sé è in stato di Presenza siamo in grado di agire in modo fluido, siamo in grado di sentire l’intera situazione (naturalmente fin dove arriva la nostra possibilità di essere consapevoli), siamo connessi con la nostra esperienza di quel momento, con il “qui e ora”, siamo in grado d’interagire liberamente con tutto ciò che ci circonda, con l’ambiente in cui siamo. Quando il nostro Sé è in Presenza ci sentiamo radicati nel corpo, calmi, gentili,assertivi e curiosi, facciamo esperienza di noi stessi dall’interno, percepiamo l’intrico della situazione, possiamo creare un ambiente interno sicuro per aspetti del nostro essere che hanno bisogno di cura, di essere riconosciuti e re-integrati, perché l’organismo sia “portato avanti” nella sua esperienza.

Essere in uno stato di Sé in Presenza è una chiave fondamentale ai fini della re-integrazione di aspetti del nostro essere e di uno stato di consapevolezza più sottile che veramente ci consente un maggiore benessere ed un’autentica crescita personale. Ci sono diversi modi per insegnare e coltivare il Sé in Presenza. Chi scrive ha imparato ed insegna anche le Tecniche dell’Unione che mirano a farci ritrovare la Centralità o Presenza fino a percepire di essere parte di un Tutto. Tra queste la tecnica del Tao è certamente un codice prezioso ai fini del conseguimento di questo stato dell’Essere e può essere integrata nell’insegnamento del Focusing.

Possiamo imparare a ritornare in uno stato di Sé in Presenza quando ci stiamo

identificando con un Sé parziale durante un processo di Focusing, ma anche

nella terapia e nel nostro vivere quotidiano.

Questo può diventare un modo di essere e quindi una grande risorsa interiore,

in quanto ci aiuta a disidentificarci da tutti i “qualcosa” e a sentire il nostro

Esserci.

Sia Gendlin che i suoi allievi non hanno mai definito il Sé come qualcosa di

sostanziale, ma sempre come un processo, uno stato dell’Essere che implica

l’integrità del processo. Altri grandi come Jung hanno scelto di pensare al Sé

anche come a    qualcosa di sostanziale. Chi scrive ritiene che la questione sia

simile al rapporto fra fisica newtoniana e fisica quantistica, per questo motivo

si tratta di un Sé sostanziale, ma anche di un processo, entrambe le possibilità

convivono.

I SE’ PARZIALI

Quando nella nostra vita abbiamo incontrato situazioni che non siamo riusciti ad affrontare con successo, è subentrato in noi un blocco. Ogni situazione vissuta come blocco o fallimento ha influenzato la nostra capacità di interagire nel futuro con il mondo, ogni volta che riusciamo a fermarci ed incontrare “il blocco” abbiamo l’opportunità di ulteriore crescita e creatività. Ma se uno stop è significativo e dura per molto tempo e non si modifica, il nostro Sé si rimpicciolisce, si frammenta, si irrigidisce. Comunque noi troveremo la strada per continuare a vivere e lo faremo utilizzando sequenze abituali e ripetitive di emozioni, atteggiamenti e comportamenti. In questo modo attenueremo la sofferenza ed il disagio, ma non riusciremo a far evolvere la situazione e quindi noi stessi. Spesso resteremo ancorati a labirinti emozioni-pensieri-comportamenti che diventano veri e propri copioni cristallizzati e congelati dentro di noi. La Weiser ha definito Sé Parziali queste sequenze di reazioni ripetitive che Gendlin definisce “congelate”, perché non più in contatto con l’esperienza vive e reale, ma solo con i simboli e le concettualizzazioni della realtà, così da assumere etichette del tipo “il mio problema con la rabbia”, “il tuo essere bisognoso”..etc.

I Sé Parziali sono processi in cui non c’è più fiducia nella possibilità di affrontare la situazione, sono parti autonome o semi autonome, ma incomplete, solo il Sé in Presenza è completo nel suo Esserci qui e ora. Eppure i Sé parziali stano comunque cercando di “portarci avanti”, di vivere procedendo in avanti, hanno perso la fiducia nel Sé, nella sua abilità di affrontare e risolvere le sfide della vita in modo generalizzato o solo in certi ambiti della vita. I Sé Parziali diventano estremi se sono stati e se sono respinti in modo deciso e continuativo.

A.Weiser e B.Mc Gavin hanno definito quattro poteri (processi) che danno la possibilità di non rimanere bloccati nei nostri nodi o grovigli interni, ma di poterli incontrare ed attraversare. I 4 poteri diventano regole d’oro nel processo del Focusing e possono aiutarci in modo determinante nei nostri percorsi di crescita.

IL POTERE DEL SE’ IN PRESENZA IL POTERE DI “..E…E..” IL POTERE DEL “NON VOLERE E VOLERE”

IL POTERE DELLO “STARE CON TUTTO CIO” (contenere, sostenere tutto ciò)

IL POTERE DEL SE’ IN PRESENZA

E’ lo stato dell’Essere in cui la nostra attenzione e la nostra consapevolezza sono radicati e possiamo da questa centralità forte, salda e compassionevole incontrare e lasciar emergere i “qualcosa” più intensi e difficili che possono implicare sentimenti ed emozioni. R.Lee definisce lo stesso potere SELF EMPATY ovvero l’empatia per se stessi o parti di sé. Imparare a coltivare lo stato di Presenza ci riporta al Sé.

IL POTERE DI “..E..E..”

Questo Potere ci permette di accogliere tutti i qualcosa, tutti i Sé parziali, ci permette di far venire ciò che non è stato ascoltato, di farsi conoscere o riconoscere in uno spazio sicuro, integro, di non giudizio, di accoglienza e rispetto. Anche se polarizzati e conflittuali i Sé parziali potranno in questo modo essere re-integrati alla coscienza nei modi e nei tempi più adatti ai loro bisogni.

IL POTERE DI “VOLERE E NON VOLERE”

E’ il Potere che ci permette di connetterci con le nostre verità più profonde, guarisce le ferite e rilascia l’energia del vivere in avanti, del procedere nella vita.

Ogni Se’ parziale vuole che noi esperiamo qualcosa di positivo, è qualcosa di positivo che cerca di farci procedere nella vita nonostante tutto. Se a questa parte, a questo qualcosa chiediamo dalla nostra Presenza cos’è che vuole troveremo questo volere spesso relegato nelle paure, nei blocchi ed in alcune zone del corpo bloccate, contratte. Allo stesso modo il NON VOLERE è un qualcosa pieno di energia, espresso in negativo, che se viene esperito e riconosciuto diventa un ponte verso il VOLERE e si trasforma.

Ma prima di poter ascoltare cosa un Sé parziale vuole o non vuole dobbiamo radicarci bene nel Sé in Presenza, nella nostra Centralità. Dobbiamo avvicinarci con delicatezza ed essere certi di aver stabilito una relazione con questo Sé parziale che deve potersi fidare, sentirsi al sicuro e tranquillo nel poter manifestare la propria vulnerabilità o fragilità. Dobbiamo quindi essere in grado di sentire come si sente quella parte, quel “qualcosa”. Ha paura? Ha nostalgia?

IL POTERE DELLO STARE CON TUTTO CIO’ (contenere, sostenere tutto

CIO)

Dopo essere entrati in contatto con il felt sense di un “qualcosa” overo di un sé parziale, possiamo chiedere al corpo di mostrarci l’intera sensazione sentita della situazione bloccata percepita in modo diretto nel suo insieme. In questo caso tutti gli aspetti di una situazione sono percepiti insieme e sentiti come il tessuto di un’unica esperienza, da cui può emergere un simbolo. Questo potere possiamo utilizzarlo anche quando le situazioni sono molto aggrovigliate e complesse e quindi riusciamo ad andare oltre ciò che è stato bloccato, questo ci consentirà d’integrare altro alla nostra consapevolezza che migliorerà la nostra vita.

I   QUATTRO   POTERI   LAVORANO  INSIEME

I quattro poteri lavorano insieme, tendono a presentarsi nell’ordine che
abbiamo dato, dice Ann Weiser, ma perché possano funzionare è indispensabile
che il Potere del Sé in Presenza sia attivo. Essere in Presenza, ben radicati
nella nostra centralità crea la possibilità dell’armonia insieme agli altri poteri.
Essere in Presenza vorrà dire non essere identificati nei Sé parziali, ma aver
creato all’interno uno spazio speciale dove i “QUALCOSA” possono essere
percepiti. Il Potere di “e..e” crea lo spazio in cui i Sé parziali possono farsi ri
conoscere, il potere del volere e non volere penetra in profondità fino al cuore
di ogni parte di noi e ricomincia a fluire l’energia. Infine il potere dello stare
con tutto ciò ci rende consapevoli di essere un crogiuolo esperienziale che
contiene nel corpo, come nostro essere al mondo, tutte le informazioni che ci
occorrono in quel preciso momento, permettendoci di procedere in avanti.

Ancora sul SE’ IN PRESENZA

II potere del Sé in Presenza è difficile da credere, a partire da qui possiamo
tenere compagnia e stare in contatto con qualsiasi cosa, senza negare, senza
giudicare, senza consigliare, senza cercare di cambiare alcunché. Essere
presenti alla nostra esperienza interna, alla verità di noi stessi, quando siamo
centrati, in presenza, il nostro organismo viene dolcemente portato avanti, può
procedere senza sforzi. Ciò che ci viene richiesto è spostarci nel Sé in
Presenza.

Questo nel Focusing è molto importante, potrei incontrare dei felt sense dei Sé parziali, ma emergeranno solo se sono in uno stato di Presenza, i Sé parziali potrebbero aver bisogno di processi riparatori che possiamo attivare solo con un ascolto accogliente, profondo, attento e pieno di rispetto a tutto ciò che queste parti hanno fatto per noi e che vuole essere riconosciuto. Solo allora potremo avere una sensazione significativa della situazione nel suo insieme.

QUALITÀ’ DEL SE’ IN PRESENZA

Riporto di seguito le qualità del Sé in Presenza come definite da Weiser e Me Gavin :

capace di sentire l’insieme di una situazione

capace di tenere compagnia ad aree dolorose o paurose in se e negli altri

equilibrato

maturo

calmo

competente

curioso

aperto

radicato

assertivo

in grado di dare e ricevere nutrimento

capace di connettersi con altri

saggio

coraggioso

gioioso

sensibile

generoso

capace di ammettere errori

capace di perdonare

fiducioso

capace di avere una visione di ciò che è possibile e ciò di cui c’è bisogno

si prende responsabilità

capace di agire per conto delle parti vulnerabili di se o altrui

capace di dare conforto e aiutare chi è stato ferito

non prevenuto

riconoscente

paziente

flessibile

creativo….

COME COLTIVARE IL SE’ IN PRESENZA (alcuni modi)

-Radicarsi bene nel corpo qui-e-ora

-Stare  in compagnia di: utilizzare il linguaggio della Presenza

Disidentificarsi dai sé parziali Poggiare una mano delicatamente nella zona

-utilizzare metafore per esprimere il Sé in Presenza (es. come una ciotola, un

mare)

-sentendo   in   modo   diretto   e   più   ampio   possibile,   allargando   la   propria

consapevolezza fin dove possiamo.

- sviluppare una relazione interna con i qualcosa e/o i Sé parziali attraverso co

alcune  azioni come :

.riconoscere i Sé parziali o i qualcosa

.stare con qualsiasi cosa ci sia

.sentire dal suo punto di vista

.fargli sapere che ci siete come Presenza

Altre modalità potrete scoprirle o le avete già scoperte, una meravigliosa strada è rappresentata dalle Tecniche dell’Unione, fra queste la Tecnica del Tao, detta anche della Centralità, che conto d’insegnarvi durante questo percorso.

Rosanna Camerlingo

Rosanna Camerlengo laureata in sociologia e psicologia, insegna tali discipline e vive a Napoli. Psicologa iscritta all’albo Regione Campania, dal 1983 si interessa di crescitapersonale e professionale nell’ambito dell’approccio olistico. Esperta di tecnichepsicocorporee, è istruttrice delle Tecniche dell’Unione. Didatta counselor. Trainer certificata del Focusing Institute di New York, tiene gruppi ed incontri individuali e collabora con l’Istituto di psicologia e psicoterapia familiare e relazionale ISPPREF di Napoli.

rosanna.camerlinqo@libero.it – www.focusing-unione.it     cell. 338 3091192 www.focusinq.org – www.coscienza.org per le Tecniche dell’unione

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