“Uno sforzo per spiegarsi meglio…” dai brutti, sporchi e cattivi di Chiaiano-Marano

“Uno sforzo per spiegarsi meglio…” dai brutti, sporchi e cattivi di Chiaiano-Marano
“La guerra contro il mostro” di Maurizio Braucci su Repubblica Napoli dell’11-06-08 è certamente un ottimo articolo che legge in modo lucido e sintetico il panorama complesso relativo ai fatti di Chiaiano-Marano. L’identificazione delle tre cause principali che hanno portato al tema “discarica si- discarica no” a fronte di una questione molto più ampia sonoprecise, nette, inequivocabili: il potere politico, gli occhiali deformanti forniti dai media e la mancanza di “astuzia comunicativa” da parte dei manifestanti. Appare evidente che i manifestanti si trovano come Davide a lottare contro il mostro, non può sfuggire che la forza repressiva del potere politico si è unita alla capacità di deformare la realtà, grazie ai vent’anni precedenti di lobotomia mediatica continua, che ha reso buona parte degli italiani, compresi i giovani e gli adolescenti, assolutamente incapaci di discriminare i giochi di collusione, d’interesse e di potere economico e politico che si stanno saldando sulle loro teste. Il disastro ambientale è immane e continuo, ma la Fibe gruppo Impregilo “con un piano per la gestione dei rifiuti già obsoleto nel 1998, attende di recuperare i soldi investiti, nonostante sia inadempiente al suo contratto” e i suoi vertici siano sotto processo. Intanto da trent’anni in Campania, l’altra testa del mostro si occupa di sversare rifiuti tossici e non, provenienti dagli imprenditori laboriosi del nord e del centro Italia e a volte dell’Europa continentale, determinando la catastrofe ecologica più impressionante d’Italia. Questo è stato reso possibile dal fatto che la camorra e le mafie hanno ormai fatto il salto di qualità, già visto da Falcone e Borsellino e non hanno più bisogno di cercare la sponda politica per i loro affari, poiché ormai hanno espresso i propri politici, che hanno ben occupato posti fondamentali nelle istituzioni locali e nazionali. L’intreccio è così incredibile da risultare irreale seppure da incubo, la saldatura dei poteri forti è totale, il sistema è chiuso dall’interno, perché include parte dei politici, le mafie-camorra, fasce d’imprenditori, fette di pubblica amministrazione comprese parte delle forze dell’ordine e della magistratura. Infine i media che sono di proprietà ora dell’uno, ora dell’altro e i cui giornalisti collusi, fuorviati o umiliati non riescono più a fare semplicemente il loro lavoro: cercare e dare informazioni. Questo è il vero quadro che faticosamente noi abitanti di chiaiano-marano stiamo scoprendo. Noi semplici cittadini, avvocati, insegnanti, studenti, impiegati, commercianti, strappati alla nostra vita normale in cui credevamo di lavorare per noi e per il benessere dell’intera comunità, costretti a comprendere, costretti a divenire esperti di ciclo integrato dei rifiuti, di Thor, di TMB , di sistema Vedelago. Noi semplici cittadini costretti a guardare il RE ormai nudo, mentre il mostro sente il nostro sguardo, lo percepisce pericoloso, così partorisce il decreto 90, la repressione, le leggi speciali ad hoc, fatte apposta per i “brutti, sporchi e cattivi” di chiaiano-marano e dell’intera Campania. Ma come, si dirà sui media, volete diventare come loro? Incapaci di fare la differenziata, sornioni e indifferenti al pubblico bene, attenti solo a che la discarica non si faccia nel proprio giardino. Brutti, sporchi, cattivi e stupidi, volete diventare come loro? E intanto loro soffocano sotto la coltre impermeabile di menzogne, non si respira sotto la coltre a chiaiano-marano, mentre arriva un momento di ossigeno con Anno Zero, con qualche intervista passata integralmente su qualche sparuta televisione. E noi a chiaiano-marano aspettiamo la cattiva cavalleria yankee che farà un nuovo massacro, mentre guardiamo in lontananza nella speranza che arrivino anche i nostri. E alla manifestazione di sabato 1° giugno sono arrivati i nostri, i feroci no globai, un intero paese terrorizzato dai media ha guardato da dietro le persiane chiuse per poi affacciarsi ed applaudire dai balconi; ma i feroci no globai, che tutto avrebbero dovuto distruggere, erano solo una cinquantina fra giovani e ragazze che si erano autotassati da reggio emilia, da Vicenza, dalla Calabria perportarci la loro solidarietà. Ne ho ringraziato qualcuno, ma li avrei abbracciati tutti uno ad uno, perché erano lì con noi. Abbiamo una colpa grave a chiaiano-marano e per quella
 
dovremo pagare, abbiamo visto il cerchio chiudersi, abbiamo capito che i poteri forti si sono saldati contro la società civile, in nome del potere e del denaro, abbiamo visto e gridato che il re è nudo.
 
Cosa vogliamo? I rivoltosi per i media, prima camorristi, poi no global vorrebbero semplicemente l’applicazione delle leggi dello stato italiano e delle normative europee in tema di gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Vogliamo che si esca dalle deleghe e dai poteri straordinari e si torni alla gestione ordinaria. Vogliamo il ciclo integrato dei rifiuti: riduzione, riuso, riciclaggio basato sulla raccolta differenziata, sulla separazione umido-secco, con gli impianti di compostaggio e di TMB trattamento meccanico biologico. Vogliamo la bonifica dei territori devastati da tonnellate di rifiuti tossici. La raccolta differenziata non è mai cominciata in modo serio, in tutta la Campania, come volevano la normativa europea ed italiana, perché concorrenziale alle scelte dei poteri forti ovvero discariche ed inceneritori, quelli per cui la “mondezza è oro” dato che l’emergenza continua ha fatto arrivare fiumi di denaro che hanno ingrassato politici, imprenditori, interi apparati dell’amministrazione pubblica. Fibe gruppo Impregilo specializzata in inceneritori e discariche, premiata da questo governo per la gestione rifiuti in Campania, si occuperà del ponte sullo stretto di Messina. Ma che altro occorre agli italiani per comprendere? E ancora perché per risolvere il problema dell’emergenza dei rifiuti di tonnellate tal quale non si ricorre a Thor? Thor è un sistema ancora in parte sperimentale che consente di ricavare dal pattume indifferenziato sia combustibile che acqua e funziona ancor meglio con la raccolta differenziata. Perché nessuno ne parla? E’ stato creato dal C.N.R Centro Nazionale Ricerche, il primo impianto sperimentale è in Sicilia.
 
Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti anche indifferenziati velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.
 
L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttivitàdi un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno.
 
E allora forse il problema è proprio questo: 40 euro per tonnellata di materiale a fronte delle 100 delle discariche e delle 250 di un inceneritore, lo non lo so se Thor è la soluzione come sostiene il ricercatore Plescia, ma non varrebbe la pena scoprirlo? Dov’è l’equipe di tecnici e di esperti, dov’è lo studio fatto per risolvere l’emergenza? Dov’è il piano della Regione Campania a cui sono affluiti i piani dei comuni per la differenziata? Il problema è politico, ma non nel senso della soluzione possibile per il benessere della comunità, ma è politico perché attiene a élites oligarchiche che hanno già fatto a monte le proprie scelte, in base a mostruosi interessi economici e di potere.
 
Fra la gente a Chiaiano-Marano c’è un grande problema di fiducia negli organismi istituzionali e credo che questa sia la cosa più grave , di chi ci si può fidare quando cade il patto di fiducia reciproca che tiene insieme la comunità, che unisce la popolazione ai propri rappresentanti? Che accade quando viene meno l’esprit d’ensemble come lo chiamava Durkheim, che è la trama della società, che è quella che consente la legittimazione delle regole?
 
Siamo solo la punta dell’iceberg e la mondezza può sancire la fine della nostra civiltà come dimostrano le 100 tonnellate di rifiuti galleggianti nel Pacifico, un’area grande quanto due volte gli Stati Uniti. La mondezza sarà la cartina al tornasole per il nostro mondo o troviamo la strada per uno sviluppo sostenibile per il pianeta e per tutti i suoi abitanti, che significa anche lotta alla povertà, oppure la nostra civiltà è arrivata al capolinea. E forse il capolinea comincia a Napoli. E alla rotonda Titanic, nome pericolosamente evocativo, in
 
quel di chiaiano-marano abbiamo il posto d’onore siamo sulla prua, forse è per questo che siamo così attenti e preoccupati.
 
Rosanna Camerlingo rosanna.camerlingo@libero.it“La guerra contro il mostro” di Maurizio Braucci su Repubblica Napoli dell’11-06-08 è certamente un ottimo articolo che legge in modo lucido e sintetico il panorama complesso relativo ai fatti di Chiaiano-Marano. L’identificazione delle tre cause principali che hanno portato al tema “discarica si- discarica no” a fronte di una questione molto più ampia sonoprecise, nette, inequivocabili: il potere politico, gli occhiali deformanti forniti dai media e la mancanza di “astuzia comunicativa” da parte dei manifestanti. Appare evidente che i manifestanti si trovano come Davide a lottare contro il mostro, non può sfuggire che la forza repressiva del potere politico si è unita alla capacità di deformare la realtà, grazie ai vent’anni precedenti di lobotomia mediatica continua, che ha reso buona parte degli italiani, compresi i giovani e gli adolescenti, assolutamente incapaci di discriminare i giochi di collusione, d’interesse e di potere economico e politico che si stanno saldando sulle loro teste. Il disastro ambientale è immane e continuo, ma la Fibe gruppo Impregilo “con un piano per la gestione dei rifiuti già obsoleto nel 1998, attende di recuperare i soldi investiti, nonostante sia inadempiente al suo contratto” e i suoi vertici siano sotto processo. Intanto da trent’anni in Campania, l’altra testa del mostro si occupa di sversare rifiuti tossici e non, provenienti dagli imprenditori laboriosi del nord e del centro Italia e a volte dell’Europa continentale, determinando la catastrofe ecologica più impressionante d’Italia. Questo è stato reso possibile dal fatto che la camorra e le mafie hanno ormai fatto il salto di qualità, già visto da Falcone e Borsellino e non hanno più bisogno di cercare la sponda politica per i loro affari, poiché ormai hanno espresso i propri politici, che hanno ben occupato posti fondamentali nelle istituzioni locali e nazionali. L’intreccio è così incredibile da risultare irreale seppure da incubo, la saldatura dei poteri forti è totale, il sistema è chiuso dall’interno, perché include parte dei politici, le mafie-camorra, fasce d’imprenditori, fette di pubblica amministrazione comprese parte delle forze dell’ordine e della magistratura. Infine i media che sono di proprietà ora dell’uno, ora dell’altro e i cui giornalisti collusi, fuorviati o umiliati non riescono più a fare semplicemente il loro lavoro: cercare e dare informazioni. Questo è il vero quadro che faticosamente noi abitanti di chiaiano-marano stiamo scoprendo. Noi semplici cittadini, avvocati, insegnanti, studenti, impiegati, commercianti, strappati alla nostra vita normale in cui credevamo di lavorare per noi e per il benessere dell’intera comunità, costretti a comprendere, costretti a divenire esperti di ciclo integrato dei rifiuti, di Thor, di TMB , di sistema Vedelago. Noi semplici cittadini costretti a guardare il RE ormai nudo, mentre il mostro sente il nostro sguardo, lo percepisce pericoloso, così partorisce il decreto 90, la repressione, le leggi speciali ad hoc, fatte apposta per i “brutti, sporchi e cattivi” di chiaiano-marano e dell’intera Campania. Ma come, si dirà sui media, volete diventare come loro? Incapaci di fare la differenziata, sornioni e indifferenti al pubblico bene, attenti solo a che la discarica non si faccia nel proprio giardino. Brutti, sporchi, cattivi e stupidi, volete diventare come loro? E intanto loro soffocano sotto la coltre impermeabile di menzogne, non si respira sotto la coltre a chiaiano-marano, mentre arriva un momento di ossigeno con Anno Zero, con qualche intervista passata integralmente su qualche sparuta televisione. E noi a chiaiano-marano aspettiamo la cattiva cavalleria yankee che farà un nuovo massacro, mentre guardiamo in lontananza nella speranza che arrivino anche i nostri. E alla manifestazione di sabato 1° giugno sono arrivati i nostri, i feroci no globai, un intero paese terrorizzato dai media ha guardato da dietro le persiane chiuse per poi affacciarsi ed applaudire dai balconi; ma i feroci no globai, che tutto avrebbero dovuto distruggere, erano solo una cinquantina fra giovani e ragazze che si erano autotassati da reggio emilia, da Vicenza, dalla Calabria perportarci la loro solidarietà. Ne ho ringraziato qualcuno, ma li avrei abbracciati tutti uno ad uno, perché erano lì con noi. Abbiamo una colpa grave a chiaiano-marano e per quella
 
dovremo pagare, abbiamo visto il cerchio chiudersi, abbiamo capito che i poteri forti si sono saldati contro la società civile, in nome del potere e del denaro, abbiamo visto e gridato che il re è nudo.
 
Cosa vogliamo? I rivoltosi per i media, prima camorristi, poi no global vorrebbero semplicemente l’applicazione delle leggi dello stato italiano e delle normative europee in tema di gestione del ciclo integrato dei rifiuti. Vogliamo che si esca dalle deleghe e dai poteri straordinari e si torni alla gestione ordinaria. Vogliamo il ciclo integrato dei rifiuti: riduzione, riuso, riciclaggio basato sulla raccolta differenziata, sulla separazione umido-secco, con gli impianti di compostaggio e di TMB trattamento meccanico biologico. Vogliamo la bonifica dei territori devastati da tonnellate di rifiuti tossici. La raccolta differenziata non è mai cominciata in modo serio, in tutta la Campania, come volevano la normativa europea ed italiana, perché concorrenziale alle scelte dei poteri forti ovvero discariche ed inceneritori, quelli per cui la “mondezza è oro” dato che l’emergenza continua ha fatto arrivare fiumi di denaro che hanno ingrassato politici, imprenditori, interi apparati dell’amministrazione pubblica. Fibe gruppo Impregilo specializzata in inceneritori e discariche, premiata da questo governo per la gestione rifiuti in Campania, si occuperà del ponte sullo stretto di Messina. Ma che altro occorre agli italiani per comprendere? E ancora perché per risolvere il problema dell’emergenza dei rifiuti di tonnellate tal quale non si ricorre a Thor? Thor è un sistema ancora in parte sperimentale che consente di ricavare dal pattume indifferenziato sia combustibile che acqua e funziona ancor meglio con la raccolta differenziata. Perché nessuno ne parla? E’ stato creato dal C.N.R Centro Nazionale Ricerche, il primo impianto sperimentale è in Sicilia.
 
Inoltre, è stato progettato anche come impianto mobile, utile per contrastare le emergenze e in tutte le situazioni dove è necessario trattare i rifiuti anche indifferenziati velocemente, senza scorie e senza impegnare spazi di grandi dimensioni, con un costo contenuto: un impianto da 4 tonnellate/ora occupa un massimo di 300 metri quadrati e ha un costo medio di 2 milioni di euro.
 
L’impianto può essere montato su un camion o su navi. In quest’ultimo caso, la produttivitàdi un impianto imbarcato può salire oltre le dieci tonnellate l’ora e il combustibile, ottenuto dal trattamento, reso liquido da un ‘pirolizzatore’, può essere utilizzato direttamente dal natante o rivenduto all’esterno.
 
E allora forse il problema è proprio questo: 40 euro per tonnellata di materiale a fronte delle 100 delle discariche e delle 250 di un inceneritore, lo non lo so se Thor è la soluzione come sostiene il ricercatore Plescia, ma non varrebbe la pena scoprirlo? Dov’è l’equipe di tecnici e di esperti, dov’è lo studio fatto per risolvere l’emergenza? Dov’è il piano della Regione Campania a cui sono affluiti i piani dei comuni per la differenziata? Il problema è politico, ma non nel senso della soluzione possibile per il benessere della comunità, ma è politico perché attiene a élites oligarchiche che hanno già fatto a monte le proprie scelte, in base a mostruosi interessi economici e di potere.
 
Fra la gente a Chiaiano-Marano c’è un grande problema di fiducia negli organismi istituzionali e credo che questa sia la cosa più grave , di chi ci si può fidare quando cade il patto di fiducia reciproca che tiene insieme la comunità, che unisce la popolazione ai propri rappresentanti? Che accade quando viene meno l’esprit d’ensemble come lo chiamava Durkheim, che è la trama della società, che è quella che consente la legittimazione delle regole?
 
Siamo solo la punta dell’iceberg e la mondezza può sancire la fine della nostra civiltà come dimostrano le 100 tonnellate di rifiuti galleggianti nel Pacifico, un’area grande quanto due volte gli Stati Uniti. La mondezza sarà la cartina al tornasole per il nostro mondo o troviamo la strada per uno sviluppo sostenibile per il pianeta e per tutti i suoi abitanti, che significa anche lotta alla povertà, oppure la nostra civiltà è arrivata al capolinea. E forse il capolinea comincia a Napoli. E alla rotonda Titanic, nome pericolosamente evocativo, in
 
quel di chiaiano-marano abbiamo il posto d’onore siamo sulla prua, forse è per questo che siamo così attenti e preoccupati.
 
Rosanna Camerlingo rosanna.camerlingo@libero.it