Tecniche dell'unione

Appunti di viaggio dalla Sardegna

La Giara di Gesturi Sull’altopiano spazzato dal vento, la luce, gli alberi e gli ultimi cavallini selvatici d’Europa. Si parte relativamente presto al mattino direzione Laconi. Con Egidio e Marina, che già l’ha visitata, a Gesturi, c’è un nuraghe e gli ultimi cavallini selvatici d’Europa. Si...

Intervista a Umberto Di Grazia

Intervista pubblicata su https://www.specchiomaqico.netdi Paola Mastrolilli Credo siano davvero in pochi – per lo meno tra gli appassionati del settore – a non conoscere Umberto Di Grazia, noto ricercatore psichico e sensitivo, salito alla ribalta grazie alle sue straordinarie doti, quelle che la...

Sistema Focusing-Unione

Sistema Focusing-Unione

Il sistema Focusing-Unione è un sistema psico- corporeo che si basa sulle più avanzate metodologie della psicologia esperienziale con il Focusing e dell’approccio energetico con le Tecniche dell’Unione e del Risveglio di Umberto Di Grazia. Durante i seminari ad approccio teorico...

Il Sociale

Nutriamoci di Vita

  A tutti coloro che combattono perché..un altro mondo è possibile Siamo in guerra..nutriamoci di vita. Mentre i potentati economico-finanziari attaccano l’umanità e gli squali ci nuotano intorno, mentre lottiamo per la vita, per la nostra terra e per la Terra sento forte che solo questa...

“Uno sforzo per spiegarsi meglio…” dai brutti, sporchi e cattivi di Chiaiano-Marano

“La guerra contro il mostro” di Maurizio Braucci su Repubblica Napoli dell’11-06-08 è certamente un ottimo articolo che legge in modo lucido e sintetico il panorama complesso relativo ai fatti di Chiaiano-Marano. L’identificazione delle tre cause principali che hanno portato al tema “discarica...

Lettera a Roberto Saviano

Caro Roberto…   è appena stata resa pubblica la smentita di Schiavone in relazione alle minacce alla tua vita. Gli credi? Gli “uomini di niente” non hanno onore, né umanità. Io non ti conosco personalmente, ma ti conosco attraverso il tuo libro, i tuoi articoli, lo spettacolo teatrale e...

Focusing

IL SE’ IN PRESENZA , IL SELF EMPATY NEL FOCUSING

  Questo breve testo nasce dalla elaborazione teorico-esperienziale di chi scrive in un processo tuttora in corso, arricchito dal contributo degli incontri con Trainers del Focusing Institute quali Ann Weiser, Barbara Me Gavin e Robert Lee. Pur restando fedeli all’impianto del Focusing...

Mi sono innamorata del Focusing

Mi sono innamorata del Focusing, in realtà, perché l’avevo già scoperto dentro di me. Come sempre in tutte le cose e le esperienze della vita, ciò che accade quando conosci qualcosa e ti risuona dentro così forte come un gong, è che l’hai riconosciuta. Ed io ho ri-conosciuto il...
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Poesie e Scritti

FOCUSING IN PRESENZA Non siamo nati per soffrire

FOCUSING IN PRESENZA non siamo nati per soffrire.docx (39,1 kB)

Il respiro e la marea

                                                  

Quello che può portarti l'influenza..il Mantra

Giorni di stress..giorni di febbre, con le domande fondamentali che insieme ai dolori ti ronzano nei dolori delle ossa..i libri accumulati accanto..i sogni, le suggestioni, i ricordi, le confusioni. Ma tornano loro dopo trenta anni, seppure mai lasciati, mai. Aurobindo, Mère, Satprem..i miei Guru...
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Rosanna Camerlingo

“ NOI AGIAMO A PARTIRE DAL SENSO CORPOREO DI OGNI SITUAZIONE” 

E.T.GENDLIN.

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Report da una sessione individuale di Focusing Voice con Manuela e del workshop di Abano agosto meeting Focusing Italia 2019

05.10.2019 19:48

          REPORT del workshop FOCUSING VOICE al meeting Focusing Italia  ABANO agosto 2019  

 di Rosanna Camerlingo psicologa clinica coodinator e trainer TIFI che ha strutturato l’applicazione Focusing Voice dal Focusing di E.Gendlin

Sono seduta di fronte a Manuela. Siamo nella sala grande ad Abano, so che Manuela è stata coraggiosa nell’ offrirsi di lavorare in sessione individuale con me, con il Focusing Voice, una coordinator a lei sconosciuta, davanti all’intero e numeroso gruppo, di circa trenta persone. Durante la presentazione, nella prima parte di questo mio breve seminario, il gruppo è stato ben preparato a sostenere chiunque volesse esporsi e quindi donare a tutti il proprio processo di Focusing Voice. Ho sentito che questo gruppo è in grado di supportare, contenere e viaggiare insieme, ma sapro’ se è vero solo in situazione e in più sono arrivata in sala, dopo un momento di forte dubbio sulla scelta della mia programmazione per questo seminario, nonostante i tanti anni di conduzione di gruppo. Alla fine dopo una feconda condivisione con la mia compagna di stanza, Donatella, sono riuscita a centrarmi e a essere in presenza, connettendomi con la sapienza profonda del mio organismo. Durante tutta la prima parte, sono restata fortemente connessa alle parole, perché fluissero dall’esperienza viva che porto riguardo al Focusing Voice, riconnettendomi alla ricerca di Gendlin cominciata proprio per comprendere il rapporto e la corrispondenza fra l’esperienza viva e i relativi simboli, come lo sono le parole che cercano di descriverla, ben sapendo che “ l’ esperienza viva è sempre molto di più che le parole”. E tutto il mio intento mentre parlavo ai partecipanti al seminario del mio lavoro, era quello di essere fortemente radicata nell’esperienza viva del Focusing Voice  e di tutto ciò che io porto dalla mia ricerca e che io sono, per fare emergere da là, da quel referente diretto interno, come all’inizio Gendlin chiamò il felt sense, le mie parole, certa che in questo modo sarebbero arrivate al meglio insieme al senso del Focusing Voice a tutti i partecipanti al seminario. Naturalmente sono consapevole che gioco in casa, sono fra persone che conoscono il Focusing, amano il Focusing e  molte lo praticano con una certa assiduità, almeno spero e alcune insegnano il Focusing o sono in formazione, quindi il mio lavoro fluirà in modo molto più semplice che con qualsiasi altro gruppo. E ringrazio dal cuore per tutto questo. Sento che il gruppo è pronto, attento, saldo e accogliente. Le condizioni di sicurezza sono rispettate. Consapevole di avere solo tre ore ho scelto di offrire una sessione individuale a chi sarà disponibile, dopo la breve presentazione del Focusing Voice e quindi di condurre il gruppo in un’esperienza di meditazione canora.

Manuela si è offerta e ora è seduta di fronte a me. Sento la sua motivazione molto alta e la sua determinazione molto forte, sono in una posizione  corporea e psichica di estrema accoglienza e disponibilità. Guido brevemente Manuela in una breve sintonizzazione, poi la invito a usare il suono della sua voce dopo essersi connessa al felt sense, a lasciare emergere la sua voce da dentro. Uso poche parole e osservo che Manuela entra abbastanza fluidamente nell’esperienza. Rifletto il suo respiro e le sue posture, Manuela ha gli occhi chiusi, ma so con certezza che mi sente e io sento lei. Il campo che si sta formando è forte, ma è anche in osmosi con il campo dell’intero gruppo e anche questo si percepisce. ” INTERAZIONE in the first” dice  Gendlin e sta accadendo. Nel Focusing Voice i suoni possono non essere piacevoli, possono essere dissonanti, possono essere sottili o potenti, flebili o alti, sussurrati o gridati. Sempre di più sentiamo la voce di Manuela venire su, esplorando e portando con sé nell’espressione dalle sue viscere, letteralmente un mare di sofferenza, la sofferenza del suo femminile ferito. Non ci sono parole, solo i suoni della voce di Manuela , ma tutti sentiamo, percepiamo in modo chiaro e netto con cosa  è in contatto la nostra compagna di viaggio. Dopo un po’ di minuti Manuela  fa fatica, è provata anche fisicamente, ha cominciato a sudare copiosamente. Il gruppo a cerchio intorno a noi sostiene con forza, con empatia, in solidità, non ci sono flessioni di sorta, ci sono tutti e tutte e il campo è pieno e potente. So in qualche modo di stare partecipando ad un rituale di guarigione, qualcosa di molto antico che la presenza del gruppo/comunità rende ancora di più assolutamente possibile e semplice: fare collassare nella funzione d’onda che è disponibile  già nel campo, questa possibilità di guarigione.

La voce è un laser che va dentro, la voce è anche il campo che sostiene, si distende e accoglie. La voce di Manuela sembra pescare ma ancora di più venire direttamente dai sotterranei del suo corpo, dal suo psichismo uno adesso col suo organismo, dal suo essere al mondo. Ad un certo punto Manuela è visibilmente stanca e in difficoltà a continuare perché è faticoso e doloroso questo processo, ma continuando pervicacemente a restare ad occhi chiusi, dice con voce emozionata, ma decisa “ Non ce la faccio più..” Ma poi con un incredibile atto di generosità verso il gruppo e verso se stessa continua “ Non ce la faccio più..ma continuo, lo faccio per voi” riferendosi chiaramente al cerchio intorno a noi, alla presenza del campo formato dal gruppo intorno a noi, che supporta in modo saldo, empatico, caldo e accogliente e soprattutto non giudicante. E ancora qualcosa cambia, è come scendere a un livello più profondo, ad uno strato ancora precedente, Manuela ha attraversato col suono della sua voce la propria personale sofferenza del suo  genere, la sofferenza del suo femminile ferito in questa vita, ma adesso sta attraversando e si sente con una forza indescrivibile tutta la sofferenza del femminile maltrattato, violentato, ignorato, massacrato di tutte le donne, tutta la sofferenza che è stata chiusa e sigillata per secoli, per millenni nelle nostre cellule e che risiede anche nella coscienza collettiva. Manuela continua come un’antica guerriera e tutti la vediamo nel suo andare, nel suo attraversare con la voce  i vari profondissimi e densi strati della sensazione sentita. Continuo a guidarla con brevi indicazioni, con poche, pochissime parole, siamo in pieno in un mondo pre verbale affascinante, denso e sottile, ma anche difficile ed essenziale. Ci sono..ci siamo. Immersi in qualcosa di così chiaro, ma anche così misterioso, tutto è evidente, ma nel contempo oltre le parole, che al momento non servono. “L’esperienza è sempre molto di più delle parole” dice Gendlin e lo stiamo sentendo tutti in modo inequivocabile, dopo sarà utile e prezioso usare anche le parole, ma in questa sessione di Focusing Voice e non accade in tutte, in quanto  possiamo sempre usare anche i simboli, le parole, ma in questa sessione invece le parole al momento non hanno spazio, ci sono potenti solo i suoni de “la voce da dentro” di Manuela.

Il processo procede intenso e potente, Manuela continua fortemente determinata, ma anche molto affaticata, seppure sempre in contatto con la sua esperienza viva nei suoni con la sua voce, posso percepire la sua sofferenza e sento a un certo punto che ha bisogno di un atto inusuale in una sessione di Focusing, so che ora Manuela ha bisogno di un contatto diretto, corporeo, qualcosa di estremamente fisico, apro le mie mani con il palmo verso l’alto e lascio che lei dolcemente possa poggiarvi le sue.

Adesso il processo sta terminando, la sensazione sentita si è trasformata completamente, abbiamo usato pochissimo le parole, Manuela giusto per descrivere certi passaggi ed io per sostenerla e darle poche indicazioni. Non è stato necessario usare le parole come si sarebbe anche potuto, ma in questa sessione i suoni de “la voce da dentro” di Manuela ci hanno condotto in un viaggio incredibile, unico e prezioso e di potente guarigione non solo per lei, come sarà confermato nella successiva condivisione nel gruppo.

Siamo commosse ed emozionate, ci alziamo e ci abbracciamo forte.

E’ il momento delle domande e della condivisione dell’intero gruppo su ciò che hanno sentito e visto e vissuto in questo processo. Chiedo per il momento al gruppo di non chiedere nulla a Manuela per darle il tempo di recuperare energie e riprendersi, ma dopo alcun minuti Manuela vuole condividere subito la sua esperienza. Ripete “ E’ come se fossi rinata…nata di nuovo” continua a ripetere “Ma è anche come se avessi partorito” e racconta…potete leggere il suo report insieme al mio. Il suo racconto è vibrante ed emozionante e ci aiuta a tradurre ciò che lei, ma anche noi abbiamo vissuto. Ci racconta di come è entrata dentro la sensazione, la mia ricerca sta andando da qualche anno in questa direzione, di come da qualcosa di molto denso e personale sia faticosamente sbucata in qualcosa di collettivo, in una sofferenza comune a tutte le donne, qualcosa di estremamente concreto e doloroso e di essere poi “sbucata” fuori da tutto quel “tunnel” in uno spazio totalmente diverso. Fra i presenti gli uomini sono molto toccati da questa esperienza, M. condivide il suo vissuto durante la sessione, di aver percepito chiaramente tutto il dolore del femminile, di tutte le donne, di averlo sentito nel corpo, di essersi sentito bambino e ancora di più anche donna con un bambino in grembo. Abbiamo tutti toccato dimensioni altre, ma eravamo assolutamente immersi nella materia ed è dalla materia che siamo sbucati altrove..”E’ la materia che ti porterà fino a Dio” P. Teilhard de Chardin. Ci fermiamo per una brevissima pausa.

Il seminario continua con la meditazione canora per la terra e per l’umanità. Conduco la sintonizzazione e dopo esserci di nuovo ben centrati e in presenza, chiedo a tutto il gruppo di lasciar emergere il suono della propria voce da dentro, da questo intento a cui abbiamo dedicato parte della sintonizzazione, da questo sogno che vogliamo sognare insieme, di una umanità in pace e in armonia con la terra, in un’unica guarigione possibile. E’ così che parte un canto bellissimo e pieno di sensazioni ed emozioni e di un sentire comune, insieme in un intento.

Riporto stralci di alcuni commenti :

“Porto un’immagine dell’esperienza di Manuela e Rosanna come al centro un campo concentrato sostenuto da un campo intorno. Ero molto vicino e questa  immagine è  veramente bella. Vedevo come tu Rosanna fossi in continuo contatto con Manuela e ho dato energia a tutto questo, ma ho preso anche tantissima energia..Bellezza è la parola chiave” R.T

“ Ho visto suoni e colori insieme come un fungo...più salivano le voci più c’era armonia.. Una densità possibile per la terra” F.C

“Tutto questo è reale? La sensazione è che eravamo molti di più di quelli che ho visto aprendo gli occhi..” V.S

“Ho già provato questo..come un abbraccio sulla pelle che mi scioglie e mi fa sentire bene” P.D.P

“…una potenza immensa, immagini di cherubini. Mi sono sentita avvolta e compresa come fossimo una cosa sola” E.B

“Come se lo stare con gli altri mi avesse permesso di fare uscire la mia voce con quella degli altri. Sto con voi, sto con me, in libertà. Libertà è la parola” V.P

“Mi unisco alla gratitudine, ma anche al turbamento..ho sentito la vibrazione della terra e ho potuto fare uscire il mio suono basso” L.L

“Mi porto la calma..come se tutta questa energia avesse calmato qualcosa. Come se la nostra energia potesse fermare il fuoco dell’Amazzonia (che in quei giorni stava bruciando) come una barriera. Insieme possiamo.” A.B

“ La voce..il suono che risveglia”--  “ Mi porto la speranza”—(non ho segnato i nomi)

“ Il suono delle voci è diventato   suono di voci celesti, ho visto luci e colori che si muovevano intorno.. e poi una pioggia dorata su tutti noi e su tutta la terra. Un profondo contatto con la parte divina” M.D

“ Il sentire il maschile e il femminile era cominciato prima, nella sessione con Manuela, mentre assistevo. Mi sono sentito uguale a Manuela. Ho sentito la violenza subita dal femminile, ma anche dal maschile piccolo..mi sono sentito bambino con un dolore grande e poi ho sentito di essere una donna incinta con un bambino in grembo” M. S

E infine, ma non ricordo né ho scritto chi lo abbia detto “ Mi porto questa cosa che hai detto che più vai nella materia, più entri nella spiritualità”.

Nella condivisione finale è arrivata la conferma che avevamo co creato un grande evento, come un antico rituale, come facevano i nostri avi, in cui c’erano momenti in cui tutto il gruppo, tutta la comunità sosteneva una persona nel proprio processo di guarigione e in realtà era tutta la comunità ad avviare il proprio processo di guarigione sostenendo e dando energia e attenzione ad uno dei suoi membri. Tuttavia in quella incredibile e magica interazione accadeva che non solo guariva la persona, ma il processo si avviava per tutta la comunità e ancora oltre siamo arrivati alla coscienza collettiva. E sappiamo che ognuno di noi può fare la differenza, divenendo la “centesima scimmia” come sostiene Sheldrake che avvia un nuovo livello di coscienza e quindi nuovi comportamenti nella specie umana. L’abbiamo fatto davvero?

Nella meditazione canora abbiamo focalizzato il nostro “sognare insieme” sullo stesso intento, sulla visione di un pianeta terra guarito dalle sue ferite con una umanità in armonia, in abbondanza e in pace, un mondo nuovo. Abbiamo sperimentato sensazioni, emozioni e sentimenti e immagini interiori di sacralità, di unità, di pace, di profonda calma e benessere e torna così di nuovo la frase che sempre più corrisponde ad un’esperienza “E’la materia che ti porterà fino a Dio” P.Theilard de Chardin. So di avere trovato la chiave che ho cercato per tutta la vita grazie al Focusing di E.Gendlin e alla mia ricerca che continua in questa formulazione particolare che ho chiamato “Entrare dentro la sensazione” con la voce e che si può attuare anche senza l’utilizzo della voce, ma che sicuramente rende questa modalità ancora più potente.

Con immensa gratitudine ringrazio tutti i partecipanti a questo breve workshop di Focusing Voice ad Abano.

La domenica mattina ho infine presentato la mia proposta di esperienza su un centro di interesse che è stato “NORD-SUD Come prendere consapevolezza del dolore del Sud del mondo e sentirlo e trasformare tutto questo”

Avevamo solo un’ora e quindi abbiamo solo fatto la nostra meditazione canora e anche qui molto è successo..e anche qui abbiamo co creato qualcosa di unico. Solo qualche stralcio e mi si perdoni se metto solo l’iniziale puntata del nome poiché per alcuni non conoscevo il cognome.

“Ho sentito l’energia del gruppo come fossimo tutti uniti e ognuno al momento giusto senza paura di sbagliare..e anche ascoltare in silenzio era armonia “ V.P

“ Ho sentito il dolore del Sud del mondo..era troppo forte” A.

“Il dolore del sud dentro era troppo ..poi mi sono commossa. Ho sentito che tutta la sofferenza veniva accolta in qualcosa di più grande” N.C

“ Ho sentito emergere un dolore enorme..ho sentito le radici del loro dolore..ho sentito come una preghiera corale e l’immagine del Sole nei Tarocchi” R.

“ La bellezza e la forza del gruppo rispettando la diversità del singolo” G.

“ All’inizio ho fatto fatica. La voce usciva e si spezzava..arrivavano immagini di dolore..spesso avverto questo dolore, ma mi sembra una cosa così terribile..poi ho sentito che mi faceva molto bene ascoltare le voci degli altri e da lì in poi è stato più facile fare uscire anche la mia voce mentre tutto si trasformava” A.Q

“ Non posso star bene se altri stanno male..vorrei che più persone si potessero rendere conto di questo e che ci potesse essere un’energia che fa sparire il male che c’è” N.

“ Bellissimo e coinvolgente sentire unità fra le persone in cui ognuno dà il proprio contributo con la voce” B.

E per concludere non posso che ringraziare di cuore tutti i partecipanti a questi miei eventi, ma anche tutti coloro che hanno offerto un proprio lavoro, la propria ricerca, non ho potuto partecipare a tutti i work shop che avrei voluto frequentare, grazie di cuore a tutti i partecipanti all’esperienza di Abano di quest’anno, un grazie speciale a coloro che si sono messi al servizio nell’organizzazione; a Bruna Blandino, Roberto Tecchio e Valerio Loda e  un grazie infine a chi ha dato origine all’esperienza di Abano, la mia antica partner di Focusing e amica Germana Ponte.

Grazie e ancora grazie e che la trasformazione sia con noi.

Rosanna Camerlingo

Da Napoli la città antica come Ninive che non vuole morire.

 

Rosanna Camerlingo sociologa e psicologa clinica e di comunità ad approccio esperienziale e psico-corporeo. Ha insegnato per 38 anni nella scuola pubblica attivando e coordinando sperimentazioni e progetti e attività nell’ambito dell’educazione alla salute e alla legalità con sportelli di ascolto per allievi, genitori e docenti. E’ formatrice MIUR. E’stata didatta counselor C.N.C.P ha collaborato con vari istituti  e associazioni di Napoli e in Italia. Operatrice delle Tecniche dell’unione e del Risvegli di U.Di Grazia. Trainer e coordinator certificata del Focusing Institute di New York USA. Appassionata di canto da sempre ha strutturato il Focusing Voice per la libera espressione  della voce e per ritrovare, attraverso di essa, il proprio Essere al mondo. Il Focusing Voice è compreso nel sistema di lavoro più ampio Focusing_Unione strutturato da chi scrive  contro il disagio e per la crescita umana e professionale .

 

cell +39 3383091192

sito web www.focusing-unione.it

email     rosanna.camerlingo@libero.it

Facebook  rosanna camerlingo   In Ascolto di te La marea della luna e del sole

 

 

 

 

 

Un'esperienza speciale : report di ina sessione individuale di Focusing Voice meeting Focusing Abano agosto 2019

05.10.2019 18:55

Report Manuela Caputi  workshop Focusing Voice conduce Rosanna Camerlingo

 meeting Italia Abano agosto 2019

 

A quel punto le lacrime si confondevano e amalgamavano con il bagnato della mia pelle. Le sentivo scivolare giù sul viso, intriso di un liquido che ora avrei difficoltà a chiamare sudore. Era come un qualcosa di umido, pastoso, quasi viscoso. Come una membrana mi ricopriva il volto e scendeva sul collo, avvolgeva le mie braccia che vedevo brillare lucide alla fioca luce della sala. Le mie gambe ne erano intrise. Un calore umido e compatto avvolgeva tutto il mio corpo. Una sensazione di nutrimento e di fluidità mi invadeva. Una sensazione di definizione, come se sentissi che tutta la materia all’interno di questa membrana fossi io, costituisse il mio “me”. Rimasi immobile a respirare dentro questa sensazione nuova, dentro questa umidità vitale. Sentii il corpo tremare, vibrava in quella calma compatta. Ero sbucata dall’altra parte, dall’altra parte di quel tunnel, dal lato opposto da dove tutto era cominciato. Lì la vita non aveva lo stesso sapore. Lì c’era un’energia diversa. All’improvviso non c’era nulla. Un’improvvisa gioia. Non c’era il bisogno di altro né c’era dell’altro. Uno spazio pieno di nulla era palpabile dentro e fuori di me e mi faceva sentire bene.

Mi ero offerta prontamente di lavorare con Rosanna, anzi avevo sentito una vera chiamata a partecipare al suo seminario su Focusing e Voce. Non esitai, nessun altro si era alzato come volontario e questo mi aveva reso più felice, non stavo togliendo nulla a nessuno. La paura di occupare spazio, e spazi non miei, si era incredibilmente messa da parte questa volta ed aveva lasciato che accadesse ciò che poteva accadere. Mi sedetti su quella sedia, trovai facilmente la mia posizione comoda perché ero già comoda con tutto quello che stava per succedere. I colori vivaci e le forme rotonde del corpo di Rosanna mi abbracciavano facendomi sentire a casa. Mi fidavo. La sentivo intensa, spaziosa. Il colore della sua pelle mi diceva che era già stata lì dove io sentivo di voler andare. Il suo sguardo mi raccontava storie di quei mondi. La sua voce mi istruiva sulla leggerezza della paura che avrei incontrato.

Appena presi contatto con il mio corpo, una sensazione nella pancia si fece subito sentire. Uno spazio a forma di luna che si apriva con una fessura in alto rappresentò il primo felt sense, la prima sensazione corporea significativa. Rosanna mi invitò a lasciar affiorare da questo spazio un suono, lo cercai ma nulla emerse. Cosi, per superare la difficoltà di quel momento, decisi di produrne uno. Fu sempre frutto di una decisione spingere questo suono dentro quella fessura. Immensa fu la sorpresa al sentirla pian piano schiudere. Un varco si stava aprendo e mi lasciava scivolare al suo interno. Con un tonfo mi ritrovai dentro e lo dissi “ora sono dentro”. In quel momento ero consapevole di viaggiare ancora tra due mondi, il mentale e il corporeo. Mi godetti quella strana sensazione di sentirmi all’interno di me. Era come se io, me, una parte di me, fosse caduta dentro di me e da lì si muoveva e vibrava. Questa piccola particella di me che all’inizio potevo ancora controllare e guidare all’interno di quello spazio, iniziò pian piano a farsi sempre più grande e ad occupare tutto l’interno del mio ventre. Sentivo che si espandeva verso il pube, spingendo con la forza del suono verso il basso come a conquistare nuove terre. Ricordo benissimo la sensazione di allargamento prima ancora che di espansione. Era come se consapevolmente dirigendo il suono verso una parte e poi l’altra delle viscere, queste si allargassero creando uno spazio più grande. Questa sensazione di fiducia e rilassatezza trovò una barriera improvvisa. Terminato lo spazio fisico corporeo dove espandersi si trovò disorientata. Ora cosa? Ora dove? Sentii all’improvviso il mio respiro spezzarsi e farsi sempre più rado, stavo entrando in apnea. Un senso di ansia, di paura, di disconnessione si impossessò del mio corpo. Poi all’improvviso un qualcosa di scuro, nero, stretto, un sentiero impenetrabile ed impenetrato si manifestò davanti a me. Feci una pausa, consapevole, come a racimolare tutte le mie forze per avviarmi lentamente all’esplorazione. Un’amara sorpresa mi venne incontro. La mia voce era spezzata, nessun suono usciva dal mio corpo. Chiesi aiuto alla mente, che spavalda offrì varie soluzioni. Respira, prendi fiato, spingi dalla pancia, cambia ottava. Penso che in un millesimo di secondo devo averle provate tutte. Nessuna sembrava funzionare. Un suono stridulo e stonato tentava con immenso sforzo di rompere quella barriera. Un inaspettato senso di vergogna mi invase e pervase il mio corpo. Vampate di calore e di colore si muovevano lungo la mia spina dorsale fino a sentirle manifestare in modo che ormai giudicavo evidente, certamente troppo evidente, sul mio volto. Annaspavo. Un senso di disperazione, di sconfitta sconquassò il mio essere in quel momento. Come l’eroe che dopo un lungo e faticoso cammino arriva davanti alla porta del nuovo regno e lì si rende conto di non conoscere la giusta parola magica: nessun abradacabra sembra funzionare.

All’improvviso, credo per la prima volta, presi coscienza di essere seduta su una sedia, in una sala, circondata da varie persone, a respirare ed emettere suoni, ed ora nemmeno più quello. Mi sentii sprofondare. La sensazione di aver tradito le aspettative della platea ed un imbarazzante senso di esposizione emersero prepotenti dal mio corpo. Al fin dei conti stavo esponendo tutto di me, tutta me fuori e tutta me dentro, e in quel momento sembrava quasi che il gioco non ne stesse valendo la candela. Chi avevo pensato di essere, cosa avevo pensato di voler o poter fare? Mi riconnetto ora con l’intenzione iniziale e la ricordo chiara, non era e non era mai stata quella di farmi notare. La forza che mi aveva guidato era stata piuttosto la forza della disperazione e la voglia di incontrare un altro pezzo di me. In quel momento di panico in cui nausea e vertigini facevano vorticare infiniti pensieri nella mia mente, tra questi uno mi salvò: il pensiero di averlo fatto per me, per amore di me stessa. La consapevolezza poi che questo era comunque stato e ahimè continuava ad essere un atto di coraggio, riportò la pressione sanguinea a livelli più fisiologicamente favorevoli. Calmata la mente, accolta anche questa sconfitta, rimasi per qualche lungo minuto, forse secondo, con tutto quello che c’era, ed era tanto. Il nero del tunnel aveva ormai avvolto tutta la sala. Discernevo un’assenza totale di luce e di suoni. Tra tanta assenza, accolsi con gioia l’assenza di quella disperazione. Mi permisi di respirare, il mio corpo era con me e con questo respiro mi ricordò che non ero sola. In quell’oscurità, in quel nulla, in quello spazio senza alcun orientamento lui era lì con me. Lo sentivo. Come un naufrago che si aggrappa all’unica tavoletta di legno in mezzo al mare non curante ormai del terrore della profondità, io mi aggrappai a quel mio corpo ed un senso profondo di commozione, di profonda e infinita commozione mi smosse da dentro. Ero viva. Iniziai a piangere. Da quel pianto un suono, un fievole suono, rotto ma autentico, sottile ma vero emerse dal mio corpo. Come un raggio laser sentii che questa vibrazione penetrava quel tunnel che fino ad un momento prima sembrava compatto nella sua resistenza ed inaccessibilità. Vidi un sottilissimo filo di luce che dal mio mondo, dal mio aldiquà correva direttamente verso un misterioso aldilà. All’improvviso, ed a questo ricordo ancora mi viene la pelle d’oca, una voce, una voce da quell’aldilà mi richiama prima e risucchia poi all’interno di questo tunnel. Cerco di chiedere aiuto alla mia mente per decifrare cosa dice, o per capire cosa stesse accadendo. Non faccio in tempo, è chiaro che è un grido di dolore. Un dolore che mi arriva dritto all’anima e mi trafigge. Un dolore che mi appartiene, ma non solo a me, un dolore che appartiene a tutto il femminile. Porto le mani al viso e mi sento piangere dentro. Un pianto che aveva la qualità di un sottile filo d’acciaio, fino ed indistruttibile allo stesso tempo. Era chiaro per me che qualsiasi cosa avessi fatto o voluto, quella voce che correva su quel filo non mi avrebbe più lasciato. Si era agganciata a me, pescandomi nel mare dell’universo. A questo punto la mia o la sua voce, poco importa, si apre un varco più grande. Si squarcia un passaggio all’interno del tunnel che ormai ha acquisito sembianze di un organismo vivente le cui pareti si allargano per permettere a questo suono di passare. Una voce diversa, un suono a me totalmente sconosciuto e incontrollabile esce ed entra dal mio ventre pervadendo tutto il mio corpo e la sala. Ottave differenti si modulano e si intrecciano come onde ed amplificano questa sensazione di luce e di espansione, chiaramente un qualcosa che non potevo né volevo controllare. Un caleidoscopio di suoni e colori si imprime sulla mia pelle aiutato da un liquido viscoso che ormai copiosamente fuoriesce da tutti i miei pori e lava il mio corpo. Mi sorprendo e allo stesso tempo provo pudore nel riconoscere una strabordante bellezza e sensualità irradiare da tutta me stessa e toccare sensorialmente le persone presenti. Alcune delle loro testimonianze e gli occhi incontrati al mio ritorno in sala mi confermarono che questa esperienza aveva diffuso registri armonici che avevano raggiunto molti. In quel momento così intimo e delicato incontrai volentieri le mani di Rosanna su cui altrettanto volentieri appoggiai delicatamente le mie, pervase da un lieve ma consistente tremore. Rosanna lo sentì e mi disse “ci sono, non puoi cadere”. Mi abbandonai totalmente, lasciai andare tutto. Un senso di vulnerabilità ora mi proteggeva. Colta di sorpresa da questo aspetto rifletto se non è forse da questa vulnerabilità che sente di poter emergere la mia sensualità. Forse è dal coraggio di cadere e non nascondermi che emana come un aroma questa mia sensualità.

Il feedback di M. un ragazzo presente in sala confermò questa mia esperienza. Confermò che questo aroma era palpabile e reale, ed era attivo. Questo aroma del femminile vulnerabile ma strabordante, aveva agito sul maschile risvegliandolo. Il maschile, scoprii con gratitudine, aveva accompagnato questa mia esperienza. Era stato accanto a me, dentro di me.  Si era espanso e si era spaventato anche lui davanti a quella barriera. Sicuramente la sua energia mi deve aver supportato nel momento in cui sono caduta in ginocchio sconfitta davanti a quella parete insormontabile. Là davanti a quella parete c’era la sconfitta di entrambi. Una vera cosmogonia sembrava aveva preso vita dentro di me: la fecondazione, la gestazione, il parto. Ho avuto il privilegio di mettere il mio corpo e la mia energia a disposizione di questa opera alchemica di trasformazione. Ed io trasformata ora mi sento, rinata, con il volto trasfigurato da una luce che emana da dentro, una luce che viene riflessa da quella membrana umida che ancora mi sento addosso. Mi hanno detto, e io stessa ho sentito, di avermi vista seduta intorno al fuoco intonando canti di protezione con altre donne Sioux, mi hanno visto vagare nelle steppe della Mongolia, mi hanno riconosciuto come Shakti nella valle dell’Indo. Un frammento dell’essenza cristica di Maria Maddalena hanno visto manifestato in me. Ed io sento ora come se tutte queste esperienze mi fossero state tatuate sul corpo come una mappa di costellazioni, affinché la mia anima si orienti e non dimentichi cosa sia venuta a fare anche in questa reincarnazione.

Manuela Caputi  Abano  agosto 2019 workshop Focusing Voice con Rosanna Camerlingo 

 

 

 

 

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