Report da una sessione individuale di Focusing Voice con Manuela e del workshop di Abano agosto meeting Focusing Italia 2019

05.10.2019 19:48

          REPORT del workshop FOCUSING VOICE al meeting Focusing Italia  ABANO agosto 2019  

 di Rosanna Camerlingo psicologa clinica coodinator e trainer TIFI che ha strutturato l’applicazione Focusing Voice dal Focusing di E.Gendlin

Sono seduta di fronte a Manuela. Siamo nella sala grande ad Abano, so che Manuela è stata coraggiosa nell’ offrirsi di lavorare in sessione individuale con me, con il Focusing Voice, una coordinator a lei sconosciuta, davanti all’intero e numeroso gruppo, di circa trenta persone. Durante la presentazione, nella prima parte di questo mio breve seminario, il gruppo è stato ben preparato a sostenere chiunque volesse esporsi e quindi donare a tutti il proprio processo di Focusing Voice. Ho sentito che questo gruppo è in grado di supportare, contenere e viaggiare insieme, ma sapro’ se è vero solo in situazione e in più sono arrivata in sala, dopo un momento di forte dubbio sulla scelta della mia programmazione per questo seminario, nonostante i tanti anni di conduzione di gruppo. Alla fine dopo una feconda condivisione con la mia compagna di stanza, Donatella, sono riuscita a centrarmi e a essere in presenza, connettendomi con la sapienza profonda del mio organismo. Durante tutta la prima parte, sono restata fortemente connessa alle parole, perché fluissero dall’esperienza viva che porto riguardo al Focusing Voice, riconnettendomi alla ricerca di Gendlin cominciata proprio per comprendere il rapporto e la corrispondenza fra l’esperienza viva e i relativi simboli, come lo sono le parole che cercano di descriverla, ben sapendo che “ l’ esperienza viva è sempre molto di più che le parole”. E tutto il mio intento mentre parlavo ai partecipanti al seminario del mio lavoro, era quello di essere fortemente radicata nell’esperienza viva del Focusing Voice  e di tutto ciò che io porto dalla mia ricerca e che io sono, per fare emergere da là, da quel referente diretto interno, come all’inizio Gendlin chiamò il felt sense, le mie parole, certa che in questo modo sarebbero arrivate al meglio insieme al senso del Focusing Voice a tutti i partecipanti al seminario. Naturalmente sono consapevole che gioco in casa, sono fra persone che conoscono il Focusing, amano il Focusing e  molte lo praticano con una certa assiduità, almeno spero e alcune insegnano il Focusing o sono in formazione, quindi il mio lavoro fluirà in modo molto più semplice che con qualsiasi altro gruppo. E ringrazio dal cuore per tutto questo. Sento che il gruppo è pronto, attento, saldo e accogliente. Le condizioni di sicurezza sono rispettate. Consapevole di avere solo tre ore ho scelto di offrire una sessione individuale a chi sarà disponibile, dopo la breve presentazione del Focusing Voice e quindi di condurre il gruppo in un’esperienza di meditazione canora.

Manuela si è offerta e ora è seduta di fronte a me. Sento la sua motivazione molto alta e la sua determinazione molto forte, sono in una posizione  corporea e psichica di estrema accoglienza e disponibilità. Guido brevemente Manuela in una breve sintonizzazione, poi la invito a usare il suono della sua voce dopo essersi connessa al felt sense, a lasciare emergere la sua voce da dentro. Uso poche parole e osservo che Manuela entra abbastanza fluidamente nell’esperienza. Rifletto il suo respiro e le sue posture, Manuela ha gli occhi chiusi, ma so con certezza che mi sente e io sento lei. Il campo che si sta formando è forte, ma è anche in osmosi con il campo dell’intero gruppo e anche questo si percepisce. ” INTERAZIONE in the first” dice  Gendlin e sta accadendo. Nel Focusing Voice i suoni possono non essere piacevoli, possono essere dissonanti, possono essere sottili o potenti, flebili o alti, sussurrati o gridati. Sempre di più sentiamo la voce di Manuela venire su, esplorando e portando con sé nell’espressione dalle sue viscere, letteralmente un mare di sofferenza, la sofferenza del suo femminile ferito. Non ci sono parole, solo i suoni della voce di Manuela , ma tutti sentiamo, percepiamo in modo chiaro e netto con cosa  è in contatto la nostra compagna di viaggio. Dopo un po’ di minuti Manuela  fa fatica, è provata anche fisicamente, ha cominciato a sudare copiosamente. Il gruppo a cerchio intorno a noi sostiene con forza, con empatia, in solidità, non ci sono flessioni di sorta, ci sono tutti e tutte e il campo è pieno e potente. So in qualche modo di stare partecipando ad un rituale di guarigione, qualcosa di molto antico che la presenza del gruppo/comunità rende ancora di più assolutamente possibile e semplice: fare collassare nella funzione d’onda che è disponibile  già nel campo, questa possibilità di guarigione.

La voce è un laser che va dentro, la voce è anche il campo che sostiene, si distende e accoglie. La voce di Manuela sembra pescare ma ancora di più venire direttamente dai sotterranei del suo corpo, dal suo psichismo uno adesso col suo organismo, dal suo essere al mondo. Ad un certo punto Manuela è visibilmente stanca e in difficoltà a continuare perché è faticoso e doloroso questo processo, ma continuando pervicacemente a restare ad occhi chiusi, dice con voce emozionata, ma decisa “ Non ce la faccio più..” Ma poi con un incredibile atto di generosità verso il gruppo e verso se stessa continua “ Non ce la faccio più..ma continuo, lo faccio per voi” riferendosi chiaramente al cerchio intorno a noi, alla presenza del campo formato dal gruppo intorno a noi, che supporta in modo saldo, empatico, caldo e accogliente e soprattutto non giudicante. E ancora qualcosa cambia, è come scendere a un livello più profondo, ad uno strato ancora precedente, Manuela ha attraversato col suono della sua voce la propria personale sofferenza del suo  genere, la sofferenza del suo femminile ferito in questa vita, ma adesso sta attraversando e si sente con una forza indescrivibile tutta la sofferenza del femminile maltrattato, violentato, ignorato, massacrato di tutte le donne, tutta la sofferenza che è stata chiusa e sigillata per secoli, per millenni nelle nostre cellule e che risiede anche nella coscienza collettiva. Manuela continua come un’antica guerriera e tutti la vediamo nel suo andare, nel suo attraversare con la voce  i vari profondissimi e densi strati della sensazione sentita. Continuo a guidarla con brevi indicazioni, con poche, pochissime parole, siamo in pieno in un mondo pre verbale affascinante, denso e sottile, ma anche difficile ed essenziale. Ci sono..ci siamo. Immersi in qualcosa di così chiaro, ma anche così misterioso, tutto è evidente, ma nel contempo oltre le parole, che al momento non servono. “L’esperienza è sempre molto di più delle parole” dice Gendlin e lo stiamo sentendo tutti in modo inequivocabile, dopo sarà utile e prezioso usare anche le parole, ma in questa sessione di Focusing Voice e non accade in tutte, in quanto  possiamo sempre usare anche i simboli, le parole, ma in questa sessione invece le parole al momento non hanno spazio, ci sono potenti solo i suoni de “la voce da dentro” di Manuela.

Il processo procede intenso e potente, Manuela continua fortemente determinata, ma anche molto affaticata, seppure sempre in contatto con la sua esperienza viva nei suoni con la sua voce, posso percepire la sua sofferenza e sento a un certo punto che ha bisogno di un atto inusuale in una sessione di Focusing, so che ora Manuela ha bisogno di un contatto diretto, corporeo, qualcosa di estremamente fisico, apro le mie mani con il palmo verso l’alto e lascio che lei dolcemente possa poggiarvi le sue.

Adesso il processo sta terminando, la sensazione sentita si è trasformata completamente, abbiamo usato pochissimo le parole, Manuela giusto per descrivere certi passaggi ed io per sostenerla e darle poche indicazioni. Non è stato necessario usare le parole come si sarebbe anche potuto, ma in questa sessione i suoni de “la voce da dentro” di Manuela ci hanno condotto in un viaggio incredibile, unico e prezioso e di potente guarigione non solo per lei, come sarà confermato nella successiva condivisione nel gruppo.

Siamo commosse ed emozionate, ci alziamo e ci abbracciamo forte.

E’ il momento delle domande e della condivisione dell’intero gruppo su ciò che hanno sentito e visto e vissuto in questo processo. Chiedo per il momento al gruppo di non chiedere nulla a Manuela per darle il tempo di recuperare energie e riprendersi, ma dopo alcun minuti Manuela vuole condividere subito la sua esperienza. Ripete “ E’ come se fossi rinata…nata di nuovo” continua a ripetere “Ma è anche come se avessi partorito” e racconta…potete leggere il suo report insieme al mio. Il suo racconto è vibrante ed emozionante e ci aiuta a tradurre ciò che lei, ma anche noi abbiamo vissuto. Ci racconta di come è entrata dentro la sensazione, la mia ricerca sta andando da qualche anno in questa direzione, di come da qualcosa di molto denso e personale sia faticosamente sbucata in qualcosa di collettivo, in una sofferenza comune a tutte le donne, qualcosa di estremamente concreto e doloroso e di essere poi “sbucata” fuori da tutto quel “tunnel” in uno spazio totalmente diverso. Fra i presenti gli uomini sono molto toccati da questa esperienza, M. condivide il suo vissuto durante la sessione, di aver percepito chiaramente tutto il dolore del femminile, di tutte le donne, di averlo sentito nel corpo, di essersi sentito bambino e ancora di più anche donna con un bambino in grembo. Abbiamo tutti toccato dimensioni altre, ma eravamo assolutamente immersi nella materia ed è dalla materia che siamo sbucati altrove..”E’ la materia che ti porterà fino a Dio” P. Teilhard de Chardin. Ci fermiamo per una brevissima pausa.

Il seminario continua con la meditazione canora per la terra e per l’umanità. Conduco la sintonizzazione e dopo esserci di nuovo ben centrati e in presenza, chiedo a tutto il gruppo di lasciar emergere il suono della propria voce da dentro, da questo intento a cui abbiamo dedicato parte della sintonizzazione, da questo sogno che vogliamo sognare insieme, di una umanità in pace e in armonia con la terra, in un’unica guarigione possibile. E’ così che parte un canto bellissimo e pieno di sensazioni ed emozioni e di un sentire comune, insieme in un intento.

Riporto stralci di alcuni commenti :

“Porto un’immagine dell’esperienza di Manuela e Rosanna come al centro un campo concentrato sostenuto da un campo intorno. Ero molto vicino e questa  immagine è  veramente bella. Vedevo come tu Rosanna fossi in continuo contatto con Manuela e ho dato energia a tutto questo, ma ho preso anche tantissima energia..Bellezza è la parola chiave” R.T

“ Ho visto suoni e colori insieme come un fungo...più salivano le voci più c’era armonia.. Una densità possibile per la terra” F.C

“Tutto questo è reale? La sensazione è che eravamo molti di più di quelli che ho visto aprendo gli occhi..” V.S

“Ho già provato questo..come un abbraccio sulla pelle che mi scioglie e mi fa sentire bene” P.D.P

“…una potenza immensa, immagini di cherubini. Mi sono sentita avvolta e compresa come fossimo una cosa sola” E.B

“Come se lo stare con gli altri mi avesse permesso di fare uscire la mia voce con quella degli altri. Sto con voi, sto con me, in libertà. Libertà è la parola” V.P

“Mi unisco alla gratitudine, ma anche al turbamento..ho sentito la vibrazione della terra e ho potuto fare uscire il mio suono basso” L.L

“Mi porto la calma..come se tutta questa energia avesse calmato qualcosa. Come se la nostra energia potesse fermare il fuoco dell’Amazzonia (che in quei giorni stava bruciando) come una barriera. Insieme possiamo.” A.B

“ La voce..il suono che risveglia”--  “ Mi porto la speranza”—(non ho segnato i nomi)

“ Il suono delle voci è diventato   suono di voci celesti, ho visto luci e colori che si muovevano intorno.. e poi una pioggia dorata su tutti noi e su tutta la terra. Un profondo contatto con la parte divina” M.D

“ Il sentire il maschile e il femminile era cominciato prima, nella sessione con Manuela, mentre assistevo. Mi sono sentito uguale a Manuela. Ho sentito la violenza subita dal femminile, ma anche dal maschile piccolo..mi sono sentito bambino con un dolore grande e poi ho sentito di essere una donna incinta con un bambino in grembo” M. S

E infine, ma non ricordo né ho scritto chi lo abbia detto “ Mi porto questa cosa che hai detto che più vai nella materia, più entri nella spiritualità”.

Nella condivisione finale è arrivata la conferma che avevamo co creato un grande evento, come un antico rituale, come facevano i nostri avi, in cui c’erano momenti in cui tutto il gruppo, tutta la comunità sosteneva una persona nel proprio processo di guarigione e in realtà era tutta la comunità ad avviare il proprio processo di guarigione sostenendo e dando energia e attenzione ad uno dei suoi membri. Tuttavia in quella incredibile e magica interazione accadeva che non solo guariva la persona, ma il processo si avviava per tutta la comunità e ancora oltre siamo arrivati alla coscienza collettiva. E sappiamo che ognuno di noi può fare la differenza, divenendo la “centesima scimmia” come sostiene Sheldrake che avvia un nuovo livello di coscienza e quindi nuovi comportamenti nella specie umana. L’abbiamo fatto davvero?

Nella meditazione canora abbiamo focalizzato il nostro “sognare insieme” sullo stesso intento, sulla visione di un pianeta terra guarito dalle sue ferite con una umanità in armonia, in abbondanza e in pace, un mondo nuovo. Abbiamo sperimentato sensazioni, emozioni e sentimenti e immagini interiori di sacralità, di unità, di pace, di profonda calma e benessere e torna così di nuovo la frase che sempre più corrisponde ad un’esperienza “E’la materia che ti porterà fino a Dio” P.Theilard de Chardin. So di avere trovato la chiave che ho cercato per tutta la vita grazie al Focusing di E.Gendlin e alla mia ricerca che continua in questa formulazione particolare che ho chiamato “Entrare dentro la sensazione” con la voce e che si può attuare anche senza l’utilizzo della voce, ma che sicuramente rende questa modalità ancora più potente.

Con immensa gratitudine ringrazio tutti i partecipanti a questo breve workshop di Focusing Voice ad Abano.

La domenica mattina ho infine presentato la mia proposta di esperienza su un centro di interesse che è stato “NORD-SUD Come prendere consapevolezza del dolore del Sud del mondo e sentirlo e trasformare tutto questo”

Avevamo solo un’ora e quindi abbiamo solo fatto la nostra meditazione canora e anche qui molto è successo..e anche qui abbiamo co creato qualcosa di unico. Solo qualche stralcio e mi si perdoni se metto solo l’iniziale puntata del nome poiché per alcuni non conoscevo il cognome.

“Ho sentito l’energia del gruppo come fossimo tutti uniti e ognuno al momento giusto senza paura di sbagliare..e anche ascoltare in silenzio era armonia “ V.P

“ Ho sentito il dolore del Sud del mondo..era troppo forte” A.

“Il dolore del sud dentro era troppo ..poi mi sono commossa. Ho sentito che tutta la sofferenza veniva accolta in qualcosa di più grande” N.C

“ Ho sentito emergere un dolore enorme..ho sentito le radici del loro dolore..ho sentito come una preghiera corale e l’immagine del Sole nei Tarocchi” R.

“ La bellezza e la forza del gruppo rispettando la diversità del singolo” G.

“ All’inizio ho fatto fatica. La voce usciva e si spezzava..arrivavano immagini di dolore..spesso avverto questo dolore, ma mi sembra una cosa così terribile..poi ho sentito che mi faceva molto bene ascoltare le voci degli altri e da lì in poi è stato più facile fare uscire anche la mia voce mentre tutto si trasformava” A.Q

“ Non posso star bene se altri stanno male..vorrei che più persone si potessero rendere conto di questo e che ci potesse essere un’energia che fa sparire il male che c’è” N.

“ Bellissimo e coinvolgente sentire unità fra le persone in cui ognuno dà il proprio contributo con la voce” B.

E per concludere non posso che ringraziare di cuore tutti i partecipanti a questi miei eventi, ma anche tutti coloro che hanno offerto un proprio lavoro, la propria ricerca, non ho potuto partecipare a tutti i work shop che avrei voluto frequentare, grazie di cuore a tutti i partecipanti all’esperienza di Abano di quest’anno, un grazie speciale a coloro che si sono messi al servizio nell’organizzazione; a Bruna Blandino, Roberto Tecchio e Valerio Loda e  un grazie infine a chi ha dato origine all’esperienza di Abano, la mia antica partner di Focusing e amica Germana Ponte.

Grazie e ancora grazie e che la trasformazione sia con noi.

Rosanna Camerlingo

Da Napoli la città antica come Ninive che non vuole morire.

 

Rosanna Camerlingo sociologa e psicologa clinica e di comunità ad approccio esperienziale e psico-corporeo. Ha insegnato per 38 anni nella scuola pubblica attivando e coordinando sperimentazioni e progetti e attività nell’ambito dell’educazione alla salute e alla legalità con sportelli di ascolto per allievi, genitori e docenti. E’ formatrice MIUR. E’stata didatta counselor C.N.C.P ha collaborato con vari istituti  e associazioni di Napoli e in Italia. Operatrice delle Tecniche dell’unione e del Risvegli di U.Di Grazia. Trainer e coordinator certificata del Focusing Institute di New York USA. Appassionata di canto da sempre ha strutturato il Focusing Voice per la libera espressione  della voce e per ritrovare, attraverso di essa, il proprio Essere al mondo. Il Focusing Voice è compreso nel sistema di lavoro più ampio Focusing_Unione strutturato da chi scrive  contro il disagio e per la crescita umana e professionale .

 

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